Per il medico libero professionista, la prima decisione fiscale che impatta sul netto annuale è anche la più sottovalutata: in che regime tieni la partita IVA? La maggior parte la prende una volta sola, al primo anno, su consiglio frettoloso — e poi non la rivede mai più.
Il regime forfettario è un regime fiscale agevolato: paghi un'imposta fissa del 5% (primi cinque anni di nuova attività) o del 15%, al posto dell'IRPEF progressiva che arriva al 43% più addizionali. In cambio rinunci a quasi tutte le deduzioni. Per chi inizia è quasi sempre la scelta giusta; per chi cresce può trasformarsi in una trappola: fiscale oggi, previdenziale a sessantotto anni.
Il forfettario in 60 secondi
- Soglia di accesso: ricavi/compensi non superiori a €85.000 nell'anno precedente.
- Uscita dal regime: sopra €85.000 esci dall'anno successivo; sopra €100.000 la fuoriuscita è immediata, nello stesso anno, con IVA da applicare da subito.
- Coefficiente di redditività per attività sanitarie: 78%. Significa che il 78% dei compensi è imponibile; il 22% è considerato "costo forfettario", indipendentemente dai costi reali.
- Aliquota: 5% per i primi 5 anni di nuova attività (se rispetti i requisiti di novità), 15% dal sesto anno.
- Deduzioni ammesse: solo i contributi previdenziali obbligatori (ENPAM Quota A e B). Niente altro: né riscatti, né fondo pensione, né costi reali (riscatti e fondo pensione restano deducibili solo da eventuali altri redditi IRPEF, per esempio da lavoro dipendente).
- IVA: non si applica, non si addebita, non si versa. Fatturazione elettronica: obbligatoria.
Un esempio numerico
Medico libero professionista con €60.000 di compensi annui in forfettario:
| Voce | Importo |
|---|---|
| Compensi incassati | €60.000 |
| Reddito imponibile (78%) | €46.800 |
| Contributi ENPAM Quota B (19,5% sull'eccedenza, deducibili) | −€8.064 |
| Base imposta | €38.736 |
| Imposta sostitutiva al 5% (primi 5 anni) | ~€1.937 |
| Imposta sostitutiva al 15% (dal 6° anno) | ~€5.810 |
Quota B calcolata sulla parte di reddito eccedente quella già coperta dalla Quota A: qui medico under 40, soglia €5.446,77 (dai 40 anni: €10.059,28) — 19,5% × (46.800 − 5.446,77) ≈ €8.064. Soglie aggiornate ogni anno da ENPAM.
Per confronto: lo stesso reddito in regime ordinario sconta l'IRPEF progressiva (23–43% per scaglioni, più addizionali), tipicamente diverse migliaia di euro in più di imposta. Ma il confronto vero non si ferma qui — ed è proprio qui che il forfettario inganna.
Quando il forfettario è la scelta giusta
- Hai appena aperto la partita IVA e i ricavi sono ancora bassi (sotto i €30–40.000): l'aliquota del 5% per i primi cinque anni è imbattibile.
- I tuoi costi reali sono molto bassi — tipico di chi opera presso strutture altrui, senza studio proprio, con attrezzature fornite: il forfait del 22% di costi presunti ti "regala" più di quanto realmente spendi.
- Vuoi semplicità amministrativa estrema e accetti un'aliquota effettiva un po' più alta in cambio di zero contabilità analitica.
Quando è una trappola travestita da agevolazione
- I tuoi costi reali superano largamente il 22% — specialità ad alta intensità di capitale: chirurgia con sala operatoria, odontoiatria con riunito, oculistica con strumenti diagnostici. Non puoi dedurli: paghi tasse su un reddito gonfiato rispetto alla realtà.
- Vuoi azionare i riscatti ENPAM e la previdenza complementare. In forfettario non riducono l'imposta sostitutiva: si deducono solo da eventuali altri redditi IRPEF, se ne hai. Una delle leve fiscali più potenti per il medico — vedi l'articolo sul riscatto della laurea — si dimezza.
- Ti avvicini ai €70–80.000 di compensi. Sopra gli €85.000 esci dal regime dall'anno successivo; sopra i €100.000 l'uscita è immediata nello stesso anno, con l'IVA da applicare da subito. In entrambi i casi ti ritrovi in ordinario senza preparazione contabile: l'uscita forzata è molto più traumatica di quella programmata.
L'effetto nascosto: la pensione
Un dettaglio che pochi notano. Chi resta a lungo in forfettario calcola i contributi ENPAM sull'imponibile forfettario (78% dei compensi), non sui compensi pieni. Contribuzione più bassa significa pensione futura più bassa, a parità di fatturato, rispetto a chi opera in ordinario.
Su trent'anni la differenza è significativa: il "risparmio" fiscale di oggi diventa un costo previdenziale a sessantotto anni.
Il confronto in sintesi
| Aspetto | Forfettario | Ordinario |
|---|---|---|
| Imposta | 5% (primi 5 anni), poi 15% | IRPEF progressiva 23–43% + addizionali |
| Costi reali | Non deducibili (forfait 22%) | Deducibili analiticamente |
| Riscatti ENPAM, fondo pensione | Non deducibili dal reddito forfettario (solo da altri redditi IRPEF) | Deducibili (riscatti senza tetto; fondo pensione fino a €5.300) |
| Contributi ENPAM | Calcolati sul 78% dei compensi | Calcolati sul reddito effettivo |
| Pensione futura | Più bassa a parità di fatturato | Piena |
| Contabilità | Semplicissima | Più strutturata (serve il commercialista) |
Forfettario nei primi 3–5 anni di partita IVA: quasi sempre. Forfettario sopra i €50.000 di compensi: solo se i costi reali sono molto bassi e non hai intenzione di azionare le leve fiscali avanzate. Sopra i €70.000: valuta di passare volontariamente all'ordinario anche prima di sforare la soglia — l'uscita programmata è molto meno traumatica dell'uscita forzata.
E la SRL?
Per completezza: esiste una terza via, la società (SRL o STP — società tra professionisti), rilevante per studi strutturati con più professionisti, dipendenti e investimenti significativi. È un livello di complessità superiore — costi di gestione, doppio livello di tassazione, adempimenti societari — che ha senso solo sopra determinate soglie di fatturato e con una pianificazione dedicata insieme a un commercialista. Per il singolo medico libero professionista, la scelta concreta resta quasi sempre fra forfettario e ordinario.
Cosa fare adesso
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Verifica in che regime sei (e da quanto)
Sembra banale, ma molti medici non sanno con certezza il proprio regime né da quanti anni godono del 5%. Lo trovi sulla prima pagina dell'ultima dichiarazione dei redditi o lo chiedi al commercialista.
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Somma i tuoi costi reali annui
Affitto studio, attrezzature, assicurazioni, software, formazione, trasferte. Se superano il 22% dei compensi, il forfettario ti sta facendo pagare tasse su soldi che hai già speso.
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Se sei sopra i €60–70.000, fai il confronto completo
Non solo imposta contro imposta: includi il valore delle deduzioni che l'ordinario sblocca (riscatti, fondo pensione, costi reali) e l'effetto sulla pensione. È un calcolo da fare una volta, con il commercialista, su numeri tuoi.
Domande frequenti
Qual è la soglia di compensi per restare nel regime forfettario da medico?
Il limite è di 85.000 euro di ricavi o compensi nell'anno precedente: sopra questa soglia si esce dal regime dall'anno successivo. Oltre i 100.000 euro di compensi, invece, l'uscita è immediata nello stesso anno, con l'obbligo di applicare l'IVA da subito. Questa uscita forzata è più traumatica di un passaggio programmato all'ordinario.
Nel forfettario il medico può dedurre i riscatti ENPAM e il fondo pensione?
Dal reddito forfettario no: sono deducibili solo i contributi previdenziali obbligatori, cioè ENPAM Quota A e Quota B. Riscatti e previdenza complementare si possono dedurre soltanto da eventuali altri redditi soggetti a IRPEF, per esempio da lavoro dipendente. Per usare in pieno queste leve serve il regime ordinario, dove i riscatti sono deducibili senza tetto e il fondo pensione fino a 5.300 euro.
Perché restare a lungo in forfettario abbassa la pensione del medico?
Chi resta a lungo in forfettario calcola i contributi ENPAM sull'imponibile forfettario, cioè il 78% dei compensi, e non sui compensi pieni. Una contribuzione più bassa significa una pensione futura più bassa a parità di fatturato, rispetto a chi opera in ordinario. Su trent'anni la differenza è significativa: il risparmio fiscale di oggi diventa un costo previdenziale a sessantotto anni.
Guide correlate
Fonti
- Legge 190/2014 art. 1 c. 54–89 e succ. mod. — disciplina del regime forfettario; soglia €85.000 (Legge di Bilancio 2023).
- Coefficienti di redditività per codici ATECO sanitari (86.21.00, 86.22.01, 86.22.09, 86.23.00): 78%.
- Agenzia delle Entrate — scheda informativa sul regime forfettario.
- ENPAM — base imponibile Quota B per i regimi forfettari.
Aliquote, soglie e coefficienti citati riflettono la normativa vigente al maggio 2026. La scelta del regime fiscale dipende dalla situazione reddituale, dai costi e dagli obiettivi individuali: confrontati sempre con un commercialista prima di cambiare regime. Questo articolo ha finalità divulgative e non costituisce consulenza fiscale personalizzata.